Grundig Serie MINI

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Questo argomento contiene 4 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Stefano Stefano 4 anni, 8 mesi fa.

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  • #10474
    Stefano
    Stefano
    Partecipante

    Grundig Serie MINI :

    Già felice possessore di MR100, MR200 e MCF500 (quest’utima veramente fantastica), qualche mese fa non ho potuto esimermi dall’acquisto di una pesantissima “colonna” composta da:
    – tuner MT-100
    – Pre MXV-100
    – n. 2 finali MA-100
    – cavetteria varia
    il tutto a 80 euro, non male direi.
    Gli apparecchi, anche se esteticamente non perfetti, erano sostanzialmente funzionanti, ma con scrocchi, scariche, pernacchie varie, sbilanciamenti tra i canali, insomma avevano bisogno di manutenzione (come quasi sempre, del resto).
    Solo il tuner era a posto, tanto è vero che non l’ho toccato.
    Lo stesso non posso dire invece per il pre ed i finali, che avevano diversi problemini che ho via via sistemato anche se con molta fatica (provare per credere, mettere mano a circuitazioni in formato “mignon” e per di più quasi tutte su PCB a doppia faccia…).
    Per il pre è stato sufficiente eliminare i soliti stronzi al tantalio (specialmente quelli sul segnale, che provocavano dei fastidiosi “TOC” con frequenza random su entrambi i canali) e rifare l’80% (non esagero…) delle saldature.
    Discorso a parte per i finali, che meritano un discorso più approfondito.
    In un primo momento, mi ero limitato ad operazioni di routine, cioè pulizia, regolazione della corrente a riposo e manutenzione ordinaria. In uno dei due avevo anche sostituito due condensatori sul circuito che pilota la scala VU meter a led (indovinate un po’: erano al tantalio!!!). Tutto OK.
    Ieri però, ad un ascolto più attento, mi sono accorto che su uno dei finali c’era ancora un problema di livello più basso su un canale, quindi ho deciso di approfondire.
    Con l’apertura e lo smontaggio delle schede, la prima sorpresa: i finali erano diversi!
    Nel senso che non c’era la solita coppia di darlington complementari, perchè su entrambi i canali c’era un GD745 (versione Grundig del BD745) accompagnato non dal suo degno compare GD (o BD) 746, come era lecito aspettarsi, ma da un diversissimo (a livello di contenitore) BD910!!!
    Essendoci tracce di riparazioni precedenti (e te pareva… chissà se nella vita avrò mai il privilegio di trovare un apparecchio anche non funzionante, ma intonso…), sul momento ho pensato che questa sostituzione fosse il parto della fantasia di un riparatore un po’ “naif”.
    E invece no: scaricato in rete il service manual, ho constatato che questa “strana” coppia era stata prevista già in sede di progetto dalla grundig stessa.
    Inutile chiedersi il perchè, anche se naturalmente ho pensato e penso tuttora che una qualche ragione doveva esserci (magari per compensare dei guadagni diversi tra i due rami, spero non per far fuori delle scorte di GD910 giacenti nei magazzini…).
    Situazione ancora diversa sul secondo finale, nel quale sul canale destro insieme al 745 c’era un BD908 (stessa struttura del BD910, ma con una tensione VCE e VCB di 60v anzichè 80v).
    Qui l’accrocchio era evidente, ed inoltre questo finale era quello che aveva il problema dello sbilanciamento tra i canali più pronunciato, quindi ho ritenuto opportuno sostituire tutti i finali con gli unici “compatibili” che avevo in casa, ovvero i TIP35-TIP36, che pur essendo fisicamente uguali (confezionamento SOT-93) mi hanno creato qualche problema di abbondanza perchè la parte alta sporgeva un paio di millimetri dall’aletta di raffreddamento e toccava (per fortuna, senza contatto elettrico) il case dell’ampli.
    Sostituito ancora qualche condensatore in perdita (con tanto di macchia marrone sul PCB lasciata dall’elettrolito fuoriuscito) e regolato il bias a 30 mV, ho rimontato il tutto e mi sono messo all’ascolto.
    Il bello del pre MXV-100 è che ha due uscite per altrettanti finali, selezionabili con appositi tasti, quindi collegare entrambi i finali per poter commutare su uno o sull’altro è stato un attimo.
    Non mi chiedete impressioni sul suono, almeno per il momento, perchè per fare un confronto SERIO tra i due finali dovrei poter disporre di due coppie di box IDENTICI, cosa che purtroppo non ho.
    Per ora, posso dire che il suono del finale “modificato” mi piace assai, forse con le medie leggermente più indietro rispetto al suo gemello, ma – ripeto – per un confronto diretto ed in contemporanea avrò bisogno di due coppie di diffusori assolutamente uguali (chi si offre????)
    Comunque, devo dire che questa serie ha di “mini” solo le dimensioni, per il resto sono delle belle bestioline… 🙂

    #10475
    Roberto
    Roberto
    Amministratore del forum

    ottima disamina Stefano…
    lo strano caso dei finali del MA100 era stato sudiato tempo fa anche da Federico Tunedguy.
    http://forum.videohifi.com/discussion/186303/grundig-ma100/p1
    Non vorrei che questa stranezza sia stata anche la fonte di ispirazione per talune teorie applicate da autocostruttori casalinghi.
    Ho avuto modo di analizzare internamente un finale autocostruito ( e rivenduto a prezzi fuori mercato), constatando l’utilizzo di transistor finali non complementari tra i canali dx e sx. A giudicare dal modo utilizzato nelle saldature, ho avuto la sensazione che i finali venivano saldati e dissaldati per provare la resa sonora ad orecchio.
    Sono abbastanza convinto che in casa Grundig siano arrivati alla decisione di adottare quel tipo di soluzione, in considerazione alla catena completa dei componenti

    comprese le casse commercializzate nel 1981-1982

    Anche nei periodi nei quali Grundig cercava il risparmio, la qualità complessiva dei suoi apparecchi era comunque di alto livello, soprattutto in confronto con la concorrenza giapponese pari target.
    Penso che i confronti debbano essere effettuati utilizzando diffusori compact di quel periodo, magari pensati per essere alloggiati sugli stand “BF…” appositamente creati.
    La mia curiosità sarebbe quella di potere ascoltare MXV100 + MA100 con i diffusori SM500. Pur non avendo la certezza matematica che questo abbinamento sia oltremodo vincente, mi sentirei di scommeterci qualche cosa….

    Ottimo contributo il tuo Stefano. Trovi sempre qualche spunto per farci ragionare e induci a scoprire nuovi territori

    #10477
    Stefano
    Stefano
    Partecipante

    Certo che sei proprio un’enciclopedia vivente… se avessi saputo dell’esistenza di quel link, mi sarei risparmiato un paio d’ore di studio.
    La prossima volta, prima di qualsiasi intervento, mi farò una bella googlata.
    L’esperienza altrui serve anche per non rifare ciò che è stato già fatto.
    Tra l’altro, anche sui miei ho notato che sul PCB ci sono i tre fori sia per i finali in formato TO-220, sia per quelli (più spaziati tra loro) in formato SOT-93, con ovviamente il centrale in comune, il che conferma che, già in sede di progetto, in Grundig avevano previsto la possibilità di utilizzare entrambi.
    Le SM500 le ho (purtroppo, solo una coppia), appena avrò un po’ di tempo le collego ad un MA-100 e ti farò sapere.

    #10478
    Roberto
    Roberto
    Amministratore del forum

    Leggevo l’interessante intervento di Federico Tunedguy. Si parla di differenza di suono prodotto dall’apparecchio a seconda si montino condensatori marchiati Matsushita (serie speciale per audio) o SILMIC II
    Tu hai esperienze in merito?

    #10483
    Stefano
    Stefano
    Partecipante

    Non saprei, ora ho richiuso gli apparecchi ma non ricordo di aver visto condensatori Matsushita, nè tantomeno per usi audio.
    Ricordo bene i soliti ROE color porpora, i dannati Frako gialli, alcuni ELNA normali.
    Tutti sostituiti, alcuni perchè in perdita (soprattutto i Frako), altri perchè con valori capacitivi fuori tolleranza.(ben più del 20% che è la tolleranza standard degli elettrolitici).
    Se non altro, sul percorso audio stavolta non c’erano condensatori al tantalio. Gli unici tantalio che ho cambiato sono i due che erano sul PCB pilota dei VU meter (0.47 uF).
    Quanto ai Silmic II o ai Cerafine e compagnia bella, io sono un po’ perplesso sulla reale utilità di queste serie e soprattutto sulla VERA influenza che questi componenti “speciali” possono avere sul suono.
    Anche in rete i pareri sono piuttosto vari e contrastanti in merito.
    L’unica cosa certa è che i componenti di queste serie “audiophile” costano molto, ma molto di più di quelli normali, e che intorno ad essi c’è un mercato molto florido, per lo più rivolto ai cosiddetti “abarthizzatori”, categoria che come sapete io non amo particolarmente…
    Poi, per carità, ognuno è giusto che si faccia la sua idea, e io ammetto di saperne davvero troppo poco per sostenere un confronto su questo tema.

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