Rispondi a: Presentazione di un altro fan della Grundig, Carlo

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carlo1417carlo1417
Partecipante

Grazie ragazzi, è un piacere avere una accoglienza cosi’. Come anticipato nel post di presentazione, dopo gli apparecchi comprati per un normale uso, cominciai questa raccolta, cercando, nei limiti del possibile, di completare ogni campo in cui la GRUNDIG si è cimentata, nel bene e nel male ovviamente.

Un giorno se riesco, voglio fare una analisi, separata per pezzi, sulla evoluzione storica e qualitativa della produzione e, vi sembrerà strano, negli anni ’90, con un colpo di coda e per smaltire le scorte di magazzino, nacque la serie FINE ARTS, soprattutto la Classic con finiture bronzate e laterali in legno, che devo dire che è degna di menzione, ma una nota la merita pure la serie Fine Arts normale, con una chicca, il modello IR che trasmette i segnali tra i vari pezzi ad infrarossi. Le meccaniche erano Philips, con i laser del lettori CD con durate inferiori ai tacchi delle scarpe, ma gli amplificatori, come specificherò, usavano i “vecchi” trasformatori con il marchio ovale GRUNDIG e delle circuitazioni particolari per le correnti di picco dinamiche e le uscite a 4 Ohm dei pezzi precedenti di pregio.

Pur se in pieno periodo Philips, in cui le meccaniche dei CD e i normali amplificatori erano molto appiattiti sui 2 marchi, aprendo questi apparecchi ho , con mia sorpresa, ritrovato i famosissimi trasformatori con il Logo Grundig (il vecchissimo) racchiuso in un ovale e indagando ho scoperto che effettivamente erano stati usati dei pezzi rimasti miracolosamente in magazzino e fu data un po’ di libertà ai progettisti (solo un po’ purtroppo).

Sentirli suonare è una esperienza carina, io ho solo un Rack completo “Fine Arts Classic” (ma più di uno “Fine Arts” normali), con un Amplificatore base lineare e senza fronzoli l’A903 (il mio Avatar), e poi completa il tutto il DAT (sul 9000 (Germany) ha dato forfait il vano cassetta, un ingranaggio in particolare, e ho preso in sostituzione il 9009 (Portogallo) con telecomando). DAT usato in molte studi di registrazione per registrazioni professionali come master.

Non suonano come un R35/R45/R55, ma vi garantisco che non scherzano. Vi confermo, come sopradetto, che usano uscite a 4 Ohm, impedenze che erano state abbandonate, in luogo degli 8 Ohm, con l’introduzione delle serie 4000/8000.

La serie 4000 devo dire che è piacevole da ascoltare, ma deboluccia sui finali che scaldano e ci lasciano.

La serie 8000 è una chicca estetica e funzionale, integrandosi benissimo con il suo telecomando con VCR e TV, non ha finali e suono mostruoso, soprattutto la serie MKII successiva, ma si fa ascoltare, unico punto debole sono i soli 2 cursori del Surround, in cui i liquidi appositi non riescono a eliminare il gracchiare.

Poi ovvio ho qualche chicca (R35A, SR1000, ecc.), come i 2 apparecchi in foto nella Home del mio sito, pezzi di qualità mostruosa, anche se notavo che erano già di produzione portoghese.

Come casse ho qualcosa di vecchio a 4 Ohm e roba più moderna ad 8 Ohm a 2 e 3 vie, soprattutto corrispondenti alla maggioranza degli impianto che ho. Non ho, non presi all’epoca per motivi di costo, gli sferici. Quindi qualcosina mi manca in questo campo.

Per i Tv ho cercato di completare la serie, puntando soprattutto su tutte le misure e con una attenzione particolare ai 100 Hz, il primo lo ho preso nel 1988, l’M70-100HDQ, non era il primo prodotto però ma il secondo, con delle gravi pecche sull’alimentazione, poi risolta con intervento della Grundig Italia (conoscevo di persona il responsabile dei centri tecnici del sud Italia). Il primo (che non ho) fu una versione Beta del 1987, quando stava subentrando Philips, ma era ancora totalmente Grundig (il trucco per capire se un telaio era Grundig era la presenza del triplicatore, il resto furono telai Philips). Con perizia e pazienza, son riuscito miracolosamente a recuperate tutti i 100 Hz nelle varie misure e nei vari sviluppi di telaio. Uno spettacolo guardarli. In casa ne ho disseminati 4 (in uno, il Lenaro da 36″, ho montato la scheda digitale terrestre ed è un raro TV, a tubo catodico, con digitale terrestre integrato). Sono nelle varie stanze e, o son 100Hz, o non li degno di uno sguardo.

Ho un altro TV con lo stesso telaio del Lenaro, a cui ho trovato la scheda digitale terrestre, ma bisogna aggiornare il firmware, come feci fare sul Lenaro, ma il centro assistenza ex Grundig, non vuole più aggiornarmelo, pur se ho recuperato il software e il file con il firmware aggiornato (dice che ha buttato l’adattatore tra parallela PC e TV per l’aggiornamento, che poi dovrei avere da qualche parte un cavo, costruito da me, per aggiornare l’eprom degli apparecchi con memorie eprom Motorola e dovrebbe essere lui, vedremo se è così).

Per i TV senza il digitale terrestre, ho trovato dei box carini della Grundig, prodotti in Germania, gli ultimissimi, in cui fu usato come codifica del telecomando, la codifica degli apparecchi Grundig Satellitari Analogici. Questa finezza permette di comandarli con i telecomandi dei TV, semplicemente selezionando il comando SAT, e invece di comandare l’ormai estinto Satellitare Analogico, si comanda il digitale terrestre, quindi con un unico telecomando si fa tutto.

Per i videoregistratori è carina la storia dei Video 2000, arcaici ma con la loro strana meccanica con caricamento a 270°, caricamento ripreso nei VHS fino alla serie VS300, unico limite di queste meccaniche era l’eccessivo uso di plastica e non solo per gli ingranaggi. Colpisce la qualità Hifi del Vs 380, su traccia elicoidale, mai più raggiunta in futuro, rispetta alla virgola le caratteristiche DIN 45500. Ho fatto delle registrazioni solo audio di qualità e devo dire che ha una risposta audio impressionante, diciamo che copia fedelmente ciò che si registra e lo restituisce in modo impeccabile. Dopo, con la serie VS 400 fino ai GV 200, fu utilizzata la meccanica Panasonic con caricamento a M, meno sofisticata ma tutta metallica e molto robusta.

Con la meccanica Panasonic, pur se prodotti in Germania a Norimberga in una fabbrica robottizzata, ho i SVHS che produsse Grundig il VS 680 e il GV 280 (di ognuno dei 2 ho più apparecchi, per utilizzarli come ricambi).

Poi con la serie GV 400, anche se prodotti sempre da Grundig, fu usata la meccanica plasticosa Philips, non qualitativamente eccellente ma facilmente riparabile, ne ho smontate e risincronizzate a decine. Anche della serie GV “Philips” ho gli unici 2 SVHS, il 670 e il 690. Fino a questi videoregistratori Grundig utilizzava l’ATTS per la misura del nastro. Erano molto pratici quelli con la programmazione con televideo.

Poi, scomparso l’ATTS, la meccanica divenne cinese, presi per fare un confronto gli ultimissimi, non più “Made in Germany”, furono delle baracchette. Ne ho qualcuno che mi serve solo per completamento serie.

Per le Radio, non ancora inserite nel mio sito, c’è l’imbarazzo, tra vecchie e nuove, varie produzioni, Satellit, gloriosa serie C in tutte le sfumature, ecc., direi che solo ad accenderle tutte non basta un giorno.

Poi c’è il resto, microfoni, cuffie Hifi, insieme a oggetti moderni, presi pure dopo il passaggio ai turchi, in un confronto improprio ma che fa sempre la storia del marchio.

Poi ci sono vari gadget e mille diavolerie, dove c’era comunque impresso il marchio Grundig li compravo, pure una macchina da scrivere del periodo in cui Grundig controllava l’Adler, e infine ho pure catalogato i vari telecomandi, collegati rigorosamente ad ogni apparecchio e le Brochure che sono riuscito a recuperare.

Una menzione a circa 500 schemi tecnici di riparazione e manuali, fascicoli che ho conservati in circa 10 cassetti.

Voi dite, dove sono e se funzionali? L’80% è in forma, sono stoccati in una tavernetta di circa 60mq. Ovvio attendono una disposizione ed esposizione consona alla loro storia. Non so se mai ci riuscirò, ma solo sapere che ho una collezione non comune, mi fa piacere. Noterete comunque dal mio sito che ogni apparecchio ha descritta in sintesi la sua storia, le caratteristiche, una analisi del funzionamento, se testato, e di eventuali riparazioni con relativo risultato.

Cosa dire altro? Beh, grazie ancora dell’apprezzamento, man mano che interagiremo avremo modo di scambiarci opinioni e magari, in un futuro, riuscirò a mettere a punto quella parte che ha qualche acciacco, condividendo il tutto con voi. Me lo auguro.

Carlo 🙂

La mia collezione Grundig

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